Aggiornato: 10 de novembre, de 2017

Che cosa le tragedie degli ultimi giorni possono insegnarci

Circa 26 persone sono morte e 24 sono rimaste ferite dopo che un uomo armato ha invaso una chiesa battista in Sutherland Springs, Texas (Stati Uniti). D’accordo con le informazioni divulgate dalle autorità nord-americane, l’uomo armato è entrato nella riunione della chiesa utilizzando un fucile.

Dopo aver sparato, l’uomo è stato disarmato da un poliziotto, ed è scappato con la sua macchina. La polizia ha trovato l’uomo armato morto, ma ancora non è stato divulgato in quale circostante è successo la sua morte.

Il massacro in Texas è successo il 5 novembre, cinque giorni dopo che Sayfullo Saipov è entrato in una pista ciclabile guidando un van e uccidendo otto persone, a New York. Altre dodici vittime sono rimaste ferite e l’uomo è andato in galera.

Anche ad ottobre, l’uragano Nate ha raggiunto gli Stati Uniti. Allora aveva già perso forze ed era stato ribassato alla categoria di tempesta tropicale, ma non senza prima aver ucciso, al meno, 26 persone nell’America Centrale.

Tante morti in pochi giorni, per tanti motivi, evidenziando la fine del mondo che si approssima.

Di cosa preoccuparsi

“Per morire basta essere vivi”. Chi evidenza questo detto popolare è il vescovo Edir Macedo, fondatore e leader dell’Universale. Così come lui ci fa ricordare, “non importa se è giovane, se è bambino, se è neonato, se è vecchio, se è ricco, se è povero, se ha o non ha salute, non importa nulla. Ciò che importa è che la morte, quando viene, porta tutti, indipendentemente di essere uomo, donna, essere saggio, o di non esserlo, indipendentemente di qualsiasi altra situazione.”

Nei casi registrati sopra, sono morte persone sane di diverse età, credenti, di diverse cetti sociale. La morte non ha fatto distinzione tra loro, come non ha mai fatto. Ciò che li distingue è il luogo in cui si dirige la loro anima dopo aver lasciato questa terra.

La Bibbia afferma che:

“Infatti, siccome per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti.” 1 Corinzi 15:21

Questo Uomo è il proprio Signore Gesù, accettò di morire sulla croce per portare vita nuova all’uomo, una vita eterna al Suo fianco. Ma, affinché questo accada, l’essere umano deve cercare la propria Salvezza. Questo, come spiega il vescovo Macedo, è la cosa più importante.

“Tu sai che l’anima non muore. Il corpo muore, ma l’anima no”, lui spiega. “L’anima è il corpo spirituale per il quale il Signore Gesù ha dato la vita. Gesù è venuto al mondo per salvare l’anima, non è venuto per salvare il corpo.”

Per questo, oltre a preoccuparsi con il corpo fisico, ogni persona deve dedicarsi a cercare la Salvezza della sua anima. La fine del mondo, come descrive la Bibbia, già si presenta nel quotidiano delle persone, inoltre con la mancanza di amore e i disastri naturali descritti sopra. È importante adesso, che ognuno sia pronto in modo immediato per quando la morte fisica arriverà, giacché è impossibile prevederla. Ma come?

“Le persone sagge, che hanno discernimento spirituale, queste custodiscono la loro anima tramite la loro fede nel Signor Gesù”, conclude il vescovo Macedo.

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